L'incontro di due mondi
L'incontro della cultura inca con la cultura spagnola ebbe inizio con la conquista spagnola nel secolo XVI. Nel 1523, a Cajamarca, l'esercito di Francisco Pizarro catturò Atahualpa. La popolazione autoctona diminuì nelle prime decadi e il Vicereame del Perù fu costituito nel 1542, dopo un confronto tra gli stessi conquistatori e la Corona spagnola.
Il processo d'insediamento spagnolo si consolidò nel secolo XVI con il viceré Francisco de Toledo che, partendo dalle sue ordinanze, stabilì le fondamenta per l'economia coloniale: il sistema di controllo della manodopera indigena (mita) per le miniere e per la produzione artigianale. Tali attività, insieme al monopolio mercantile, costituirono la base dell'economia coloniale. Però il cambio di dinastia e le riforme borboniche del secolo XVIII crearono sfiducia in molti settori sociali. La più importante tra le rivolte indigene fu quella di Túpac Amaru II, con la quale si originò il movimento creolo che portò, nel secolo XIX, all'indipendenza l'America spagnola.
Fino al secolo XVII il Vicereame del Perù abbracciò il territorio che si estendeva da Panama alla Terra del Fuoco.
Le prediche dei sacerdoti si mescolarono con le credenze andine fino a che si stabilì un sistema di credenze misto, il sincretismo, che continua ancor oggi. Con gli spagnoli arrivarono in Perù i negri che, insieme agli indigeni e agli stessi spagnoli, fanno parte della struttura sociale e razziale del nostro paese.
Durante il XVI e il XVII secolo, la produzione intellettuale e l'arte coloniale peruviane danno il loro contributo alla tradizione spagnola.
La nascita dello Stato Peuviano
Il Perù fu dichiarato paese indipendente da Don José de San Martín nel 1821 e Simón Bolívar, nel 1824, pose fine alle guerre per l'indipendenza. Nonostante gli sforzi per organizzare la giovane repubblica peruviana, nel XIX secolo il paese dovette affrontare il costo della lotta: la dura crisi economica e il caudillismo militare che diede ben poche opportunità di amministrazione ai governi civili.
Fino al 1860, grazie alle entrate del guano, del cotone e dello zucchero, si riesce a fare a meno del contributo indigeno e della schiavitù dei negri. Arrivano i cinesi e gli europei ad aumentare la manodopera e a integrarsi alla nostra società. Il paese è unito da ferrovie e si organizza, con Manuel Pardo, l'allora presidente, il primo registro civile del Perù. I primi giapponesi sarebbero arrivati alla fine del secolo.
Ma nel 1879 il paese è coinvolto nella guerra con il Cile. Il Perù è sconfitto e lasciato sul lastrico. Dopo un nuovo apogeo del caudillismo militare, i civili riprendono il potere dando luogo al periodo chiamato "Repubblica Aristocratica": l'economia è dominata da un gruppo che denota un'elite di proprietari terrieri e si impianta il modello di esportazione nel quale il successo dell'esportazione del caucciù rinnovò il mito di El Dorado.
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