Pisac
Pisac è un piccolo villaggio a circa trenta chilometri da Cusco, è il primo centro abitato della valle sacra, è attraversato dal sacro fiume Vilcanota ed è il punto di partenza di numerose ed interessanti escursioni.
Il piccolo centro abitato è di chiara origine coloniale, essendo stato costruito intorno al 1570 / 1571 per disposizione del vicere Toledo. Pisac è un caratteristico esempio di " Reduccion".
Quando l' inviato spagnolo arrivò a in Perù nel 1570 una delle prime misure che prese fu quella di riunire la popolazione aborigena in centri abitati chiamati appunto reducciones; questo per poter controllare meglio gli indios e reprimere eventuali rivolte. Le reducciones erano quindi villaggi con una piazza centrale in cui si trovavano la chiesa, la casa municipale e la prigione; punto principale del centro abitato dove c'erano gli edifici che rappresentavano la religione e lo stato, severi guardiani della vita comunale.
Pisac appunto è uno di questi villaggi, nonostante siano passati tanti secoli la pianta urbana del paesello non è cambiata, conserva ancora le sue viuzze caratteristiche di tutti i piccoli centri andini e le sue case hanno il tipico aspetto dell'edilizia della serra, con muri di grande spessore e finestre piccole.
Nonostante la colonizzazione spagnola si può dire che Pisac è rimasta intatta, l'etnia quechua
essendo la maggior parte della popolazione discendente diretta degli antichi abitanti di queste vallate. Interessante il mercato della domenica in cui i rappresentanti delle comunità andine che si trovano nei pressi di Pisac si ritrovano nella piazza del paese per scambiare i prodotti dei loro villaggi; come forma di pagamento è ancora attuale il baratto forma molto comune ancora adesso nei villaggi andini.
Il paese si riempie dei colori tipici dei costumi dei quechua, attenzione non è folclore le donne e gli uomini di queste parti vestono sempre così, la domenica è anche il giorno in cui si incontrano i Varayoc i capi delle comunità che discutono dei problemi che possono assillare le proprie amministrazioni, generalmente gli incontri terminano con la celebrazione della messa in quechua nella chiesa locale.
Il mercato domenicale di Pisac è tutto uno sfavillare di colori, vi sono esposti tutti i prodotti artigianali locali lavori tessili di ottima fattura , quadri in stile coloniale e gioielli che riproducono le tipiche figure geometriche caratteristiche degli incas. Forse il mercato avrà perso un po' della sua originalità ma una visita è d'obbligo. Le montagne che sovrastano il piccolo villaggio andino, riservano una grata sorpresa al visitatore, infatti i versanti e le cime circostanti presentano quello che gli esperti pensano sia l' opera più bella fatta dagli incas, si tratta del famoso complesso archeologico di Pisac.
Come la maggior parte dei siti incaici anche questo si presenta come un enigma agli occhi degli esperti visto che la sua architettura mostra i segni di quello che ha potuto essere un palazzo, un tempio o una fortezza.
La sua architettura è massiccia e fa pensare che veramente fu una fortezza posta a difesa di Cusco, però quello che confonde gli studiosi è che la sua posizione non era prossima ai confini dell'impero, molti affermano che fosse la sede di un imperatore Pachaquteq per la precisione ma tutte le ipotesi si perdono nello stupefacente lavoro che ogni volta tradisce le affermazioni degli esperti date per certe.
Probabilmente la " fortezza" di Pisac fu si costruita con scopi militari durante la tappa di espansione, mentre che in seguito decaduta la sua funzione militare fu trasformata in casa reale.
Pisac praticamente è un ' intera città che si estende praticamente su tutta una montagna , in essa si possono trovare tutti gli elementi tipici dei centri urbani Incas, cosi che abbiamo i quartieri, i torrioni,i depositi, il centro cerimoniale, ecc.
I versanti delle montagne che circondano il complesso sono tutti a terrazzamenti; costruiti per uso agricolo garantivano l' autosufficienza alimentare alla popolazione che abitava il complesso.
La costruzione in sé è molto ardita si estende in una vasto pianoro alle falde della montagna, la stessa sembra essere stata modificata per far posto alle costruzioni, e tanta è l'armonia di queste che sembrano esse stesse far parte dell'ambiente circostante.
Porte, sentieri, camminamenti, abitazioni, garritte , torrioni e muraglioni sono parte dell'intero complesso che ribadisce una volta di più la grande intraprendenza di questo popolo.
Le vestigia si possono raggiungere per mezzo di un antico sentiero che partendo direttamente dalla piazza del villaggio raggiunge la cittadella con un' ora di cammino, in alternativa le rovine si possono raggiungere seguendo una comoda strada che in venti minuti porta al sito; da qui bisogna proseguire lungo un sentiero che costeggia la montagna donandoci viste spettacolari sulla valle sottostante.
Arrivati finalmente al centro si potrà finalmente apprezzare l'alto valore dell' antico complesso che oltre a darci l' idea del titanico lavoro che venne fatto, ci regala panorami indimenticabili su quella che fu la valle sacra degli Incas
La parte più importante di tutta la cittadella è il quartiere dell'Intiwatana, qui si trova la parte religiosa della cittadella in cui si innalza il tempio del sole che oltre che ad essere usato per le funzioni religiose, veniva impiegato anche come osservatorio, che si erge sopra di una conformazione naturale del terreno e successivamente lavorata e chiamata anche Intiwatana o luogo dove si cattura il sole.
Vicino al tempio del sole si trovano i bagni sacri , alimentati da un canale che portava l' acqua direttamente dalle vette circostanti, il canale segue il bordo di profondo precipizio. Di seguito si trova il tempio della luna, visto la sua importante ubicazione all' interno del complesso cerimoniale. Altre sono le costruzioni presenti in tutto il congiunto tra di queste è possibile vedere un piccolo edificio che presenta curiosamente le finestre in direzione nord e ciò è molto strano perché tutte le aperture danno al lato sud o ovest, si pensa che esso fosse adibito a dimora degli inservienti del tempio.
Molti sono i sentieri che partendo dall' insieme principale del recinto sacro portano ad altri settori che si trovano in posizione più lontana e meno conservati. Si continua a scavare intorno ai ruderi anche perché l'area è molto vasta, si scava e si investiga in cerca di quei misteri che gli incas ci hanno lasciato e che le viscere di qualche montagna conserva gelosamente
Ecco dunque Pisac un' altro gioiello che al tramonto del sole assume i colori ocra della terra, un gioiello dell' arte incarica che non ha nulla da invidiare alle più celebri costruzioni di altri famosi popoli del mondo. |