GLI INCAS
Spesso se non sempre quando si parla dell'origine di un popolo sempre si sconfina nella leggenda e quando si parla degli incas questa abitudine si accentua visto che essendo loro una società che non conosceva la scrittura fatti ed eventi passati erano sempre tramandati in forma orale di generazione in generazione. Quindi a continuazione alcuni fatti riportati corrispondono ad avvenimenti di cui veridicità si confonde con il mito e la leggenda di un popolo gli INCAS
Il territorio di Cusco prima dell'arrivo degli incas era una grande valle frazionata in piccole signorie fondate dai diversi popoli che lì si trovavano, lo stesso sito dove secoli dopo i figli del sole fondarono la città non era altro che un piccolo villaggio di capanne chiamato Acamama abitato da alcune famiglie di una delle etnie presenti.
Durante molti secoli le Ande furono testimoni di molte emigrazioni di popoli, ciò era dovuto al fatto che i suoi versanti e altipiani non erano adatti all'agricoltura; ciò causò quasi certamente scontri e guerre tra quelle tribù che abitavano lande desolate. Ciò avvenne anche nella valle di Cusco dove ad un certo punto i popoli locali dovettero affrontare nuove genti apparse per quelle lande: gli Incas
Questi erano componenti ( o i discendenti) di qualche gruppo di profughi sudditi del favoloso impero di Taipicala ( Tiahuanaco) scappati al crollo della loro civiltà. Il loro peregrinare verso nord li portò a fondare diverse comunità lungo la cordigliera andina e sulle rive del lago Titicaca. L'ultima dimora conosciuta abitata dai fuggitivi è Pacarictampu. Da qui si ebbe un' ulteriore scissione che come risultato ebbe quello di costringere un piccolo gruppo a cercare fortuna in un altrove. Guidati da Manco Capac le famiglie di questi emigranti seguì diverse rotte per arrivare a Cusco, probabilmente loro non avevano un destino preciso ma seguirono la loro ricerca sperando di trovare un luogo fertile e dal clima sopportabile. Il loro avanzare fu lento, si fermarono in diversi posti delle valli che attraversarono, fondarono villaggi, seminarono e raccolsero i frutti del loro lavoro, ma dopo un tempo ripartivano alla ricerca di qualcosa di meglio.
Il periplo terminò sulle alture che circondavano una fertile valle attraversata da vari fiumi. I nuovi arrivati portavano con loro costumi ed usanze di Tiahuanaco e questa fu un arma in più contro i popoli che già abitavano la valle. Manco Capac il condottiero incaico cercò da subito alleanze che gli permettessero di poter vivere nella vallata e la trovò nei Sanos antico popolo del luogo: ciò gli permise di affrontare le varie tribù con successo sempre crescente. La guerra di espansione degli Incas era cominciata. Nei secoli che seguirono i discendenti di Manco guerreggiarono con i popoli vicini con alterne fortune, ma ormai il nuovo popolo si era consolidato lungo le rive dei fiumi Watanay e Tullumayu. Grazie all'abilità di alcuni dei sovrani incaici il popolo del sole riuscì a allargare i propri confini fino a diventare uno stato regionale di discreta potenza. Questa nuova condizione lo portò ad un inevitabile scontro con i Chancas , altro popolo emergente delle civiltà andine. Le fasi di questa nuova guerra furono alterne i Chancas riuscirono a sfondare a più riprese le linee di difesa incaiche e ciò causò all' interno della stessa " Famiglia Reale" degli avvenimenti che si rivelarono decisivi per il futuro del popolo incaico.
Ad un certo della guerra con i nemici che già premevano alle " porte " della città, il giovane principe Pachaquteq assunse il comando delle truppe e con una controffensiva leggendaria non solo respinse i nemici ma riuscì ad invaderne il regno sommettendoli al proprio potere. Da questi avvenimenti cominciò l'espansione degli incas che in un arco di tempo di soli 95 anni riuscirono a conquistare gran parte dell'America del sud. Pachaquteq divenne sovrano supremo e sotto la sua guida le armate incaiche travolsero i popoli che abitavano le lande andine fondando l'impero del Tawantinsuyuj ( l'impero delle quattro regioni) contemporaneamente a ciò il nuovo imperatore cominciò l'opera di ricostruzione di Cusco che in pochi anni si trasformò da piccola città capitale di una signoria a città imperiale centro del nuovo mondo che stava per nascere.
I sovrani che succedettero a Pachaquteq furono altrettanto abili strateghi ed illuminati architetti, a più territori conquistati più grandi edifici vennero innalzati. Tupac Yupanqui e Wayna Capac i successori dell' Inca Pachaquteq estesero i confini dell' impero fino ai confini dell'Equador con la Colombia, mentre che a sud le insegne incaiche si spinsero fino al Cile e colonizzando una buona parte dell' Argentina.
Il potere incaico ormai era giunto al suo apice, una ferrea disciplina vigeva lungo la cordigliera delle Ande e lungo la costa del Pacifico, i confini furono rinsaldati e lo stato venne riorganizzato secondo i dettami degli imperatori Cusquenos.
Ma come spesso accadde tanta potenza creò appetiti nuovi nella classe dirigente e soprattutto nelle famiglie reali.
Alla morte di Wayna Capac il trono di Sapay Inca ( unico inca ) fu reclamato da due figli di quest' ultimo, Huascar e Athaualpa esercitarono il loro diritto di erede legittimo dell'Impero; ciò portò ad un'inevitabile guerra civile tra i seguaci di Huascar portatori degli emblemi cusqueñi ed i partitari di Atahualpa originari delle terre del nord dell' impero e che avevano come capitale Quito. La guerra fu cruenta, gli iniziali successi dei soldati della città Puma fecero pensare ad una pronta restaurazione dell'ordine costituito, ma grazie all'aiuto di abilissimi generali Atahualpa riuscì ad avere la meglio su suo fratello riuscendo a catturarlo ed ad entrare a Cusco. Cominciò il tempo delle vendette, i moltissimi seguaci di Huascar furono trucidati senza pietà la mummia del sovrano Inca Tupac Yupanqui fu profanata e lo sterminio per un tempo fu abitudine a Cusco. La prigionia di Huascar terminò con un assassinio; l'imperatore venne ucciso ed il suo corpo disperso nelle acque turbolente di un torrente.
Mentre la guerra di successione era in corsa un nuovo gruppo di disperati armati in cerca di fortuna sbarcò sulle coste peruviane Il loro avanzare timoroso però deciso tra le aspre vallate andine li portò ben presto in vista di Cajamarca una città che si trovava sulla sierra nord de impero. Il caso volle che proprio in questa lì stesse soggiornando Atahualpa, in attesa di fare il suo ingresso a Cusco come Sapay Inca. L'approssimarsi tra i due gruppi fu carico di tensione, furono necessarie diverse negoziazioni per rendere possibile l'incontro fra Pizarro ed Atahualpa; quest'ultimo acconsentì.
Sul far della sera di un giorno di novembre del 1532 l' orgoglioso sovrano entrò nella piazza trovando ad aspettarlo il frate Valverde; la tensione era palpabile nell'aria gli spagnoli nascosti intorno alla piazza erano in attesa di un segnale per intervenire. Il Domenicano parlò ad Atahualpa della fede cristiana e gli diede il vangelo perché lo leggesse; l'imperatore trovando inutile il libro lo gettò a terra, subito il frate gridò al sacrilegio ed esortò gli spagnoli ad uscire dai loro nascondigli; ne seguì una battaglia breve e cruenta in poco tempo i soldati spagnoli fecero strage delle schiere incaiche e l'Inca fu catturato. Davanti al tragico stupore dei suoi sudditi l' imperatore fu condotto in catene in un edificio della piazza. Seguirono mesi di trattative tra Pizarro e l'illustre prigioniero per accordarsi sul riscatto da pagare a cambio della sua libertà, favolose ricchezze in oro ed argento giunsero a Cajamarca da tutti gli angoli dell'impero, ma la liberazione del sovrano era sempre rinviata. Un tribunale costituito da alcuni ufficiali dichiarò Atahualpa idolatra, usurpatore e fratricida, con questi capi d'accusa lo condannarono a morte, sentenza che ebbe luogo il16 Luglio 1533.
Con la morte di Atahualpa l'impero incaico completò il crepuscolo iniziato con lo scoppio della guerra civile tra i due figli di Wayna Capac, gli spagnoli si gettarono sulle ricchezze di Cusco e nominarono come nuovo Inca a Manco Inca uno dei innumerevoli figli di Wayna Capac. Questi subito da un inizio si rese conto che era un fantoccio nelle mani degli invasori, subì diversi soprusi che lo portarono all'estrema umiliazione di essere rinchiuso a Saqsaywaman. Ma se l'impero era alla fine il loro orgoglio era ancora intatto ed infatti il giovane Sapay Inca riuscì con uno stratagemma a fuggire ed a organizzare la rivolta india. Migliaia di nativi sotto la guida di Manco cinsero d'assedio la vecchia capitale Cusco e la nuova Los Reyes (Lima ). Furono mesi di terrore per gli europei e i loro alleati, la furia vendicativa dei nativi si abbattè come un uragano vendicativo e i " conquistadores" furono più volte sul punto di soccombere; ma grazie alla loro esperienza militare ed alla tecnologia riuscirono a resistere e a capovolgere le sorti della guerra. Manco si vide costretto a fuggire nel più profondo della giungla braccato dai soldati del Re di Spagna. Cominciò così la dura resistenza degli Incas che tra la lussureggiante foresta tropicale fondarono la città Vilcabamba capitale della replica dell'antico impero. Gli anni che seguirono furono anni di assassini, tradimenti, giuramenti di fedeltà, conversioni, imboscate e scaramucce,
A Manco Inca assassinato succedettero altri tre sovrani ; i primi due Sayri Tupac e Tito Cusi Yupanqui tra accordi e ripensamenti riuscirono a mantenere gli spagnoli fuori dai confini, ma l'ultimo Tupac Amaru riaffermò il diritto incaico sui territori dell' antico impero; dopo alcuni periodi di insofferenza gli spagnoli invasero i territori di Vilcabamba, con lo scopo preciso di catturare l' Inca. I soldati ispanici invasero la città ma il sovrano riuscì a sottrarsi alla cattura; fu un successo breve di breve durata L'inc ae la sua famiglia vennero catturati alcuni giorni dopo.
Tupac Amaru fu condotto in catene a Cusco dove fu sottomesso ad un processo farsa che non fece altro che sentenziarlo a morte. Il 24 settembre del 1572 davanti ad una folla ammutolita dal dolore Tupac Amaru venne giustiziato mediante decapitazione, prima dell' esecuzione finale un implorazione dolorosa riempì l'aria tesa della piazza: "MAYMANMI RINQUI CAPAC TORA , TAWANTINSUYUJ ZAPA YAPUN " ( dove vai fratello, principe e unico re delle quattro regioni). Questa invocazione soffocata dal pianto muto degli Incas sanciva non solo la morte dell' ultimo Inca , ma anche il tramonto definitivo dell' epoca incaica.
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