Storia
La Colonia
Quando gli spagnoli si impossessarono di Cusco, in base alle testimonianze di indios a loro fedeli cominciarono le prime esplorazioni dell'enorme territorio che ancora non avevano conquistato; Pizarro cominciò la lenta penetrazione dei territori del sud con lo scopo di stringere patti di alleanza con le signorie locali, che dopo anni di dominio incaico vedevano nei " barbudos" dei liberatori; ma grazie all'inganno in poco tempo gli spagnoli con le buone o con le cattive riuscirono a soggiogare i nativi che si ritrovarono così di nuovo schiavi di nuovi e più esigenti padroni.
Nel 1539 gli spagnoli fondarono la città di Villa Hermosa sul luogo dell' attuale città di Camanà , però dopo pochi mesi i fondatori decisero di cambiarne il sito, in quanto scoppiò una forte epidemia di paludismo che spaventò i soldati spagnoli.
Dopo varie vicissitudini, finalmente nel 1540 Garci Manuel de Carbajal su mandato di Francisco Pizarro fondò la città di Arequipa che divenne da subito il principale centro economico, politico e culturale della regione.
Durante i primi secoli della colonia Arequipa divenne un attivo centro di scambi economici tra la costa, la sierra e la zona dell'Alto Perù (l'attuale Bolivia),la produzione agricola così come il commercio erano voci importanti nell'economia locale e molto presto nacque una classe borghese che una forte influenza ebbe nei secoli a venire sulla vita politica del Perù stesso.
Dal XVIII° secolo per diversi motivi Arequipa fu teatro di molti subbugli cittadini, era un malessere che si diffuse dapprima nella classe borghese di origine spagnola che vide i suoi interessi gravemente compromessi a causa della riforma territoriale delle colonie effettuata dagli spagnoli e, che portò alla creazione del vicereame del Rio de la Plata(1776), togliendo così alla città moltissimi monopoli commerciali e dopo con l'insurrezione di Tupac Amaru II (1780) che mise in fermento la numerosa comunità indigena presente in città. L'insorgenza del popolo arequipeno alla chiamata di un nuovo ordine nazionale comunque fu ben presto soffocata dall' esercito spagnolo.
A conseguenza dell' inquietudine dimostrata dai peruviani, la corona spagnola riformò il sistema amministrativo vigente tentando un controllo più diretto sulla colonia; furono create così le "intendencias" progenitrici delle attuali regioni. Da subito quella arequipena divenne una delle più importanti del Perù e anzi da subito dimostrò una certa indipendenza rispetto al potere centrale di Lima, questo dovuto al fatto che i meticci "sudisti" erano considerati cittadini di serie B da parte dei superbi e corrotti "limenos".
Venne così a crearsi nonostante l' alta presenza di cittadini di origine spagnola un sentimento di rivalsa che molta importanza ebbe nella guerra d' indipendenza peruviana.
La classe borghese assunse un atteggiamento molto meschino rispetto alla corona di Madrid, se da una parte dopo i moti del 1780 si affidava al potere imperiale per mantenere l'ordine in città dall'altra assumeva atteggiamenti di insofferenza accusando Lima e Madrid di limitare la sua libertà nelle attività economiche adducendo a ciò un ritardato sviluppo in confronto della capitale peruviana.
Questa situazione durò fino a quando sotto la spinta dei nuovi venti di libertà la città sposò la causa dell' indipendenza peruviana , era il 6 febbraio 1825.
Simon Bolivar entrò in città nel maggio dello stesso anno e fondò diverse istituzioni governative ed educative come la corte suprema di giustizia e l' università di San Agustin e seminando nel "popolo arequipeno" un seme di inquieta libertà.
La Repubblica
Città inquieta ed insofferente verso il centrismo ingordo di Lima, Arequipa sempre cercò di prendere le distanze dai politici "limeni", considerata come città caudillo sempre fu alla testa di proteste a volte pacifiche e a volte cruente contro il potere centrale; sempre in prima fila appoggiando candidati presidenziali volti a sovvertire l'ordine costituito dalla vecchia oligarchia peruviana che rimpiangeva la corona spagnola. Fu così che l'appoggio cittadino fu incondizionato verso Ramon Castilla,Luis Josè Orbegoso e Manuel Ignacio de Vivano.
Nel 1950 gli alunni del collegio Indipendencia Americana scesero in sciopero per protestare contro i brogli elettorali delle presidenziali del 1950 che favorirono il generale Manuel Odria.
Ancora oggi la città bianca si dimostra città inquieta davanti ai continui accentramenti tentati dalla capitale, ma la sua forza economica fa si che il peso politico arequipeno sia preso in seria considerazione dai cervelloni limenos; rimane comunque una seria anche se sopita voglia d'essere ancora più autonomi rispetto alla Casa di Pizarro.
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